VERSIONE MOBILE
tuttoeuropei.com
Venerdì 26 Agosto 2016                     
HOME › EDITORIALE
Nato a Milano nel 1978, Federico Casotti è dal 2004 anchorman e telecronista di Sportitalia. Voce della Ligue 1 dal 2010, autore dell'e-book "Parigi non è stata fatta in un giorno", edito da Amazon. Twitter@federicocasotti
29.06.2012 00:49 di Federico Casotti articolo letto 4545 volte

I luoghi comuni sono fatti per essere smentiti, ma anche no. Noi italiani ci teniamo con immenso piacere tutti gli stereotipi che la Bild, ormai neanche più tanto originale, pesca  ogni volta che affrontiamo la Germania, ma in cambio non transigiamo su una cosa: a calcio, cascasse il mondo (o anche solo l’Europa), vinciamo noi. E costringiamo Gary Lineker a correggere la sua famosa frase: "Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti e, alla fine, vincono i tedeschi". Quando non giocano contro l'Italia, però.


Sarò franco: stavolta non me l'aspettavo. Credevo che la legge dei grandi numeri prima o poi avrebbe prevalso, a maggior ragione nella serata di Varsavia, dove l'istantanea della vigilia raffigurava da un lato una Nazionale più determinata che talentuosa, oltre che afflitta dal problema del gol, e dall’altra una squadra schiacciasassi, ambiziosa, formata da giovani in ascesa, pronti a toccare l’apogeo. Credevo che i due giorni in meno di riposo avrebbero presto o tardi presentato il conto, anche perché mentre Prandelli aveva confermato 10/11, Loew ritirava fuori dalla bambagia Podolski e Gomez (ma non Mueller!), dopo averli preservati contro la Grecia in quella che a posteriori appare come una sfacciata e incauta manifestazione di forza. Invece la Germania è apparsa la copia stordita di sé stessa, brancolante nel buio in difesa, smarrita in avanti, e quel che è peggio poco combattiva nel suo insieme.


La partita l’abbiamo vista tutti: dell’Italia vorrei però sottolineare la compattezza della sua ideale “colonna vertebrale”. Buffon è stato decisivo sin dall’inizio, e per 90’ ha dato una sicurezza enorme al resto della squadra, attento sui palloni alti e reattivo sulle conclusioni in porta. La coppia difensiva centrale Bonucci-Barzagli ne ha giovato a piene mani, ripetendo contro un avversario più probante la prova ermetica vista con l’Inghilterra, mentre a centrocampo Andrea Pirlo è stato dilagante, molto più positivo rispetto a domenica, quando prima del proverbiale “cucchiaio” aveva offerto una prova sul filo della sufficienza. Significativo e non casuale: la struttura portante della Nazionale prandelliana attinge in abbondanza dalla Juventus campione d’Italia. Piaccia o no, è così da sempre: quando c’è una grande Nazionale (1982, 2006, 2012, per tacere degli anni’30) è perché alla base c’è una grande Juventus.


In attacco si è invece finalmente materializzata l’utopia rincorsa da Cesare Prandelli da nove mesi a questa parte, da quando cioè Giuseppe Rossi, rompendosi il ginocchio, fece capire al Ct che l’unica via percorribile era la coppia Cassano-Balotelli. Un azzardo, dove il confine tra trionfo e disastro era così sottile da non essere nemmeno visibile, e che a Varsavia ha fatto la sua scelta. L’azione del primo gol ha un che di epifanico, nel senso joyciano del termine: il palleggio limpido di Cassano, lo stacco di Balotelli, l’esultanza di SuperMario, la certezza che da lì in poi tutto fosse più chiaro. Più chiaro di così: il tiro del 2-0 di Balotelli poteva essere tamponato da un panzer tedesco, poteva svirgolare penosamente in fallo laterale, è finito diretto nel sette, e filava fortissimo pure nel replay. 


Vorrei scrivere di più, ma no, non è ancora il momento. Buffon e Pirlo, gli eroi di Berlino, fanno ora da pompieri, alla faccia di chi dice che troppi trionfi riempiono la pancia. Loro per primi sanno la differenza tra “è stato bello” ed “è stato bello lo stesso”. E non si tratta solo di due parole in più.


Altre notizie - Editoriale
Perché la gente ama il calcioEDITORIALE, 11.07 00:44 - Fine corsa, ha vinto il Portogallo. Ha vinto contro ogni pronostico, contro chi gli dava del "fortunato", contro chi parlava di Ronaldo-dipendenza. Ha vinto la squadra più organizzata e, quindi, quella migliore. Giusto merito a un gruppo di giocatori di grandissima intelligenza...
Se rimpiangi Mario GomezEDITORIALE, 08.07 00:05 - Dopo aver sfatato il tabù Italia, benché solo ricorrendo ai calci di rigore, la Germania cade inopinatamente contro la Francia e dice addio al titolo europeo. Una serata frustrante quella di Marsiglia per i tedeschi, apparsi quasi rassegnati all'epilogo. Tanto possesso palla,...
Mondi possibili e scelte da rispettareEDITORIALE, 03.07 14:30 - Tralasciando le sciocchezze che leggo e sento su Pellè e Zaza, parliamo di calcio. Buonissimo lavoro di Conte in questo Euro 2016, che in larga parte ricorda quello di Zoff a Euro 2000 (con le dovute proporzioni). La sensazione è che ci sia stato un solo uomo al comando e non tanto...
Il calcio è bello perché è varioEDITORIALE, 28.06 01:00 - In tanti si sono lamentati per la composizione del tabellone. Così come in tanti avevano già dato per scontati i gironi. Eppure, questo Euro 2016 ci regala sorprese partita dopo partita. Continui spunti a livello tattico, ma anche dagli spalti e dalle panchine. Adesso che i quarti sono...
L'Europeo della lotta di classe EDITORIALE, 24.06 00:00 - Si scrive Euro 2016, si legge torneo senza padroni. Dopo la fase a gironi della rassegna continentale in terra di Francia una cosa l'abbiamo capita: è in atto una democratizzazione che rende la competizione per la conquista al trono del calcio del vecchio continente paritaria come...
La solita, grande passioneEDITORIALE, 06.06 00:00 - Sarà l'Europeo dell'ormai ex proletario Vardy o del dio Zlatan? Del frustrato Griezmann o del puntuale Müller? Della classe di Iniesta, dell'elettricità di Hazard o del luccicante Cristiano Ronaldo? Difficilmente sarà l'Europeo di Sturaro e Ogbonna....
Euro 2012: impressioni di fine corsaEDITORIALE, 02.07 11:00 - Partito come un frugale picnic in campagna, di quelli con la tovaglia a quadri, il fiasco di vino e poche pretese, l'Europeo dell'Italia si è trasformato in maniera graduale ma esaltante in una cena di gala, dove quattro bicchieri di amaro (o di sherry andaluso, fate voi) hanno...
Azzurri, scrivete la storia!EDITORIALE, 01.07 09:30 - Ci siamo davvero, e alzi la mano chi aveva previsto gli azzurri all'atto conclusivo di stasera. Poi la abbassi, perchè voglio venire a stringerla. La finale di Kiev ci vede sfavoriti, è indubbio, ma non spacciati, e non solo perchè nelle finali può succedere di...
PORTOGALLO CAMPIONE D'EUROPA: PERCHÉ?
  E' stata la squadra più regolare
  Hanno Cristiano Ronaldo
  Le favorite hanno tutte deluso

PERCHÉ LA GENTE AMA IL CALCIO

Perché la gente ama il calcioFine corsa, ha vinto il Portogallo. Ha vinto contro ogni pronostico, contro chi gli dava del "fortunato", contro chi parlava di Ronaldo-dipendenza. Ha vinto la squadra più organizzata e, quindi, quella migliore. Giusto meri...
Portogallo-Francia 1-0

VIDEO - FRANCIA, I NUMERI DELL EUROPEO MANCATO

VIDEO - Francia, i numeri dell Europeo mancatoDoveva essere l'Europeo della Francia, padrona di casa e assetata di vendetta, ma per un soffio il sogno è sfumato. Ecco nel seguente video i numeri della kermesse francese della Nazionale di Deschamps:

LE PAGELLE DELLA FRANCIA - SISSOKO IL MIGLIORE, PAYET-GIROUD IMPALPABILI

Le pagelle della Francia - Sissoko il migliore, Payet-Giroud impalpabiliLloris 5.5 - Non irresistibile sulla potente conclusione di Eder dalla distanza che regala l'Europeo ai suoi. Per il resto svolge ordinaria amministrazione. Sagna 5.5 - Non riesce quasi mai a fermare Joao Mario e Guerreiro, che da quelle parti spesso riescono a sfondare. Umtiti...
Utilizzo dei Cookie
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

CHIUDI