Euro 2012: le magnifiche quattro non mentono

Euro 2012: le magnifiche quattro non mentono

Nato a Milano nel 1978, Federico Casotti è dal 2004 anchorman e telecronista di Sportitalia. Voce della Ligue 1 dal 2010, autore dell'e-book "Parigi non è stata fatta in un giorno", edito da Amazon. Twitter@federicocasotti
 di Federico Casotti articolo letto 2996 volte

Due giorni senza partite sono pericolosissimi, perchè scatenano la mia passione per la ricerca di statistiche e dati sui quali provare a riflettere. Sono andato a spulciare le rose delle quattro semifinaliste di Euro 2012, e ho trovato sufficiente materiale di discussione. E' interessante notare come, nonostante si sia all'epilogo di una stagione dispendiosa e logorante, il torneo di Polonia e Ucraina abbia perfettamente rispettato i valori tecnici espressi nella stagione di club. La squadra più rappresentata nelle semifinali è infatti il Real Madrid Campione di Spagna, con 10 elementi (5 spagnoli, 3 portoghesi, 2 tedeschi), seguita da un trittico di squadre con sette rappresentanti. Se le merengues hanno una diffusione per così dire “trasversale”, Barcellona, Bayern e Juventus prestano invece la loro ossatura alle rispettive Nazionali.

Nonostante i blaugrana abbiano vinto “solo” una Coppa del Re, e il Bayern si sia fermato a un passo dal trionfo in tutte le competizioni nazionali, la loro qualità resta indiscussa, così come erano legittimi alla vigilia i timori su un approdo all'Europeo a corto di benzina e di serenità. Dubbi che riguardavano anche la Juventus di Conte, esentata dalle fatiche di Coppa ma reduce da una stagione ad alto numero di giri: in tutti e tre i casi, le perplessità sono state spezzate dal campo, a legittimare in via definitiva i valori espressi dalla stagione. Anche il Portogallo, la semifinalista dalle convocazioni più frammentate, presenta comunque sette campioni Nazionali in carica (i tre madridisti, più Varela, Rolando e Moutinho del Porto Bruno Alves con lo Zenit) e un campione d'Europa con il Chelsea (Meireles).

Fatto tutt'altro che scontato nel calcio attuale, sempre più globalizzato, si rafforza dunque un forte legame tra le migliori Nazionali europee e la squadra guida del rispettivo campionato nazionale. In questo senso è indicativo il fatto che Spagna, Germania, Italia e Portogallo siano classificate proprio in quest'ordine dal secondo al quinto posto del ranking dei coefficienti UEFA. Manca l'Inghilterra, e ovviamente non solo per la scarsa mira dal dischetto di Young e Cole. Dei grandi campionati, la Premiership è infatti quello dove i giocatori locali incidono di meno: al netto della qualità media, solo 3/11 provenivano dai campioni in carica del Manchester City, e solo 7/11 dall'accoppiata City-United, prima e seconda in Premiership. Peggio ha fatto solo il Portogallo (che però ha i tre madridisti), mentre il confronto con Spagna (Barça 7 + Real 5), Germania (Bayern 7 + Dortmund 4) e persino Italia (Juventus 7 + Milan 3) è quasi umiliante. Come diceva Renzo Arbore, 75 anni l'altro ieri (auguri!), meditate gente, meditate...