FRANCIA-INGHILTERRA: IL PARI COSTERA' CARO.  A CHI?

FRANCIA-INGHILTERRA: IL PARI COSTERA' CARO. A CHI?

34 anni, milanese, Federico Casotti è dal 2004 anchorman e telecronista di Sportitalia. Già voce della Eredivisie, dal 2010 commenta la Ligue 1. Autore dell'e-book "Parigi non è stata fatta in un giorno", edito da Amazon. Twitter@federicocasotti
 di Federico Casotti articolo letto 1569 volte

Diciamoci la verità, Francia e Inghilterra hanno un po’ deluso le aspettative della fantascientifica Dornbass Arena di Donetsk. Il pareggio sta indubbiamente stretto alla Francia, che ha confermato di ballare pesantemente in difesa, dove alla scarsa intesa tra Rami e Mexes si sono aggiunte le incertezze di Lloris, e di non concludere in misura proporzionale al volume di gioco espresso. Nasri ha brillato, non solo per il gol, Ribery non mi è dispiaciuto, mentre ho trovato Benzema in difficoltà nel trovare la giusta posizione. Mi sembra che alla Francia manchi un punto di riferimento certo in avanti, un attaccante che possa agire di sponda e nel contempo far sentire la sua presenza in fase conclusiva: in parole povere darei una chance a Giroud, non necessariamente escludendo Benzema, con il quale potrebbe anzi integrarsi bene in un ipotetico 4-2-3-1 con Ribery a sinistra e Nasri spostato al centro. Si tratta di ipotesi, anche se la stampa francese sembra essere d’accordo sulla necessità di trovare una soluzione al problema della concretezza. Anche perché in mediana Cabaye e Malouda hanno fatto bene, e la prospettiva del rientro di M’vila sembra preferibile a un Alou Diarra in linea con la mediocre annata a Marsiglia.


L’Inghilterra non mi ha deluso, nel senso che non avevo grosse aspettative su una squadra che senza Lampard e Rooney perde molto in termini di carisma, esperienza ed efficacia. Il centrocampo mi è parso poco propositivo, con Gerrard che si è fatto vedere più per il sostegno alla difesa che per l’iniziativa avanzata, e la coppia avanzata Young-Welbeck abbastanza innocua negli ultimi sedici metri. Il fatto che non ci siano tutte queste alternative in vista della sfida di Kiev contro la Svezia, rende bene l’idea delle difficoltà di un Roy Hodgson che fa quello che può con un materiale umano che in Inghilterra non era così povero da un bel po’ di tempo.


Al contrario del girone dell’Italia, qui l’impressione è che una tra Inghilterra e Francia pagherà carissimo il pareggio nello scontro diretto, perché Svezia e Ucraina sono outsider di livello superiore alla media. Ibra e compagni hanno iniziato con una sconfitta, ma già nella prossima sfida contro l’Inghilterra non partiranno affatto battuti, soprattutto se la prova della Nazionale dei Tre Leoni dovesse essere simile a quella vista ieri. Al di là di tutto, nonostante il goal Ibra rimane un intruso all’interno di una Nazionale molto livellata, fatta di buoni giocatori privi però di alcun legame tecnico-tattico con la stella del Milan. Può apparire paradossale, ma senza Ibra la Svezia sarebbe molto più “squadra”, perché talenti come Elm, Toivonen e Wernbloom (inspiegabilmente escluso da Hamrèn) avrebbero la possibilità di esprimersi a briglia sciolta, senza l’incombente carisma dell’ex ragazzo di Rosengard.


Dell’Ucraina, che dire: buona squadra, sospinta dai 65000 dell’Olympiskiyi verso il successo in una delle partite più importanti nella storia del Paese. I giovani sono interessanti, i vecchi leoni hanno una gran voglia di lasciare un ultimo graffio prima di salutare la compagnia e si vede. Come si scriveva ieri sera su Twitter, se uno non ha esultato ai gol di Shevchenko o era svedese (comprensibile), o aveva scommesso sulla Svezia (e passi), o aveva il cuore di pietra. Sheva è stato un campione trasversale, che ha diviso più i milanisti che gli avversari, ma spero non ieri sera.


E l’Italia? Sul dibattito Balotelli sì, Balotelli no, io ho la mia. Balotelli titolare contro la Croazia. Non serve che dimostri di essere un genio (cit. France Football): semplicemente, che sia il giocatore fuori categoria che l’Italia aspetta. E che in molti si stanno stancando di aspettare.