Francia: meglio la Spagna oggi o la Germania domani?

Francia: meglio la Spagna oggi o la Germania domani?

34 anni, milanese, Federico Casotti è dal 2004 anchorman e telecronista di Sportitalia. Già voce della Eredivisie, dal 2010 commenta la Ligue 1. Autore dell'e-book "Parigi non è stata fatta in un giorno", edito da Amazon. Twitter@federicocasotti
 di Federico Casotti articolo letto 1779 volte

La fase a gironi di Euro 2012 si chiude senza 0-0, segno che lo spettacolo al di là di tutto è stato sin qui accettabile, e con l’ultimo verdetto a sorpresa. C’erano pochi dubbi in realtà sulla qualificazione di Francia e Inghilterra, e forse ancora meno sul primo posto dei transalpini nel girone D. E invece, una prestazione alquanto sottotono dei galletti ha spalancato le porte del quarto con l’Italia all’Inghilterra di Roy Hodgson. L’impressione che ha dato Blanc, sin dall’approccio della vigilia, è stata quella di un allenatore che non tenesse più di tanto al primo posto nel girone. Le scelte di formazione hanno portato all’ennesimo turnover, con Cabaye e Menez – a rischio seconda ammonizione e conseguente squalifica per i quarti – collocati in panchina e sostituiti da Alou Diarra e Ben Arfa. Non proprio la stessa cosa, soprattutto in mediana, dove tra il peperino del Newcastle e il lungagnone del Marsiglia in questo momento c’è un abisso, a favore del primo.


Una scelta che ha portato inevitabilmente la Francia a una gara di basso profilo, dove l’obiettivo minimo del pareggio è stato vanificato dalla prova gagliarda di una Svezia risollevatasi troppo tardi. Curioso che la riscossa della banda di Hamrèn sia arrivata grazie alla prova superba della vecchia guardia (Isaksson, Mellberg, Wilhelmsson nella ripresa), non a caso i più fedeli a un Ibra che prima di andare al mare ha comunque fatto in tempo a segnare forse il gol più bello, sin qui, della manifestazione. Bene per l'orgoglio, ma se le nuove leve (dove non mancherebbe il talento) hanno questo "temperamento", prevedo tempi duri a Stoccolma e dintorni.


In casa Francia, ho idea che Blanc sia infuriato più che altro per la fine di una striscia di 23 gare di imbattibilità, proprio nella partita più facile del girone. Se l’obiettivo dei transalpini era quello di mantenere il profilo più basso possibile, direi che ci sono riusciti in pieno: eppure, resto dell’idea che a terminare secondi abbiano fatto un affare. Perché questa Francia, con il miglior undici titolare (e Koscielny è meglio dello squalificato Mexes), è secondo me perfettamente in grado di giocarsela senza timori contro la Spagna: e qualora dovesse riuscire l’impresa, certo una semifinale contro Portogallo o Repubblica Ceca farebbe molta meno paura.


L’Inghilterra invece ritrova gli azzurri all’Europeo 32 anni dopo l’1-0 di Torino firmato Marco Tardelli: un quarto di finale sulla carta alla portata dell’Italia, a giudicare dalla povera qualità di gioco espressa anche contro l’Ucraina dalla squadra di Hodgson. Che per inciso rimane a mio parere una scelta eccessivamente sottovalutata: il curriculum parla invece chiaro, è un tecnico che in Nazionale è in grado di far rendere al massimo organici non eccelsi. L’Inghilterra non giocherà bene come la Svizzera dei primi anni’90, ma penso possa bastare il fatto che in poche settimane l’uomo di Croydon sia riuscito a riportare i Tre Leoni nell’èlite europea dopo tempo immemore. Contro l’Ucraina è bastato rimettere in cattedra Gerrard, rivedere un Rooney decisivo anche in Nazionale, e trovare dall’assistente di porta un incredibile abbaglio in occasione del tiro di Devic, nettamente oltre la linea di porta. Un episodio che risarcisce parzialmente l’Inghilterra, a due anni di stanza da Lampard contro la Germania, ma che avrebbe potuto cambiare le sorti di partita e qualificazione. E invece l’Ucraina, con garbata stizza, prende, porta a casa e si prepara, come i cugini polacchi, a un tabellone dell’Europa che conta visto da Paese, più che ospitante… spettatore.