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Sabato 23 Novembre 2019                     
IL BORSINO DI EURO 2012: GRUPPO D CON LE SORPRESE IN TASCA

IL BORSINO DI EURO 2012: GRUPPO D CON LE SORPRESE IN TASCA

Nato a Milano nel 1978, Federico Casotti è dal 2004 anchorman e telecronista di Sportitalia. Voce della Ligue 1 dal 2010, autore dell'e-book "Parigi non è stata fatta in un giorno", edito da Amazon. Twitter@federicocasotti
 di Federico Casotti   Vedi letture

Il gruppo D, l'ultimo in ordine alfabetico di Euro 2012, è anche quello più difficile da inquadrare. Due favorite chiare, Inghilterra e Francia, e due outsider che per motivi diversi (una in possesso di un fuoriclasse, l'altra, semplicemente, padrona di casa) non ci stanno a far durare la loro avventura solo tre partite. La scelta di Roy Hodgson come CT dell'Inghilterra a me non è dispiaciuta affatto, perchè l'ex allenatore dell'Inter ha dimostrato in passato di essere a suo agio più con le Nazionali che con i club. La sua Svizzera fu una delle migliori di sempre per qualità di gioco, e non dimentichiamoci di quando quattro anni fa andò a un passo dal portare la Finlandia a Euro 2008. L'uomo di Croydon è perfettamente in grado di ottenere il massimo, in un piccolo lasso di tempo, anche da una rosa colpita duramente da infortuni (Lampard, Barry) e squalifiche (Rooney salterà Francia e Svezia), senza dimenticare il naturale declino della generazione dei Gerrard, Terry, Cole, forse all'ultimo ballo da pieni protagonisti.

Sarà invece che ho la possibilità di seguire da vicino la Ligue 1 e il movimento calcistico nazionale, ma trovo tremendamente sottovalutata la Francia. L'espiazione delle colpe di Sud Africa 2010 si avvia a completamento, con Laurent Blanc che con buonsenso e intelligenza ha saputo indicare chi conveniva recuperare (Ribery, Evrà, Malouda) e chi invece poteva essere accantonato senza rimpianti. Il risultato è una squadra che si presenta in Ucraina con un bilancio invidiabile, e un centrocampo dove le alternative di talento non mancano. L'incognita riguarda la difesa, che nelle amichevoli ha ballato contro Islanda ed Estonia, no proprio due attacchi straripanti; la possibile rivelazione potrebbe essere Olivier Giroud, soprattutto se Blanc dovesse convincersi appieno della sua compatibilità con Benzema.

Delle due outsider, la Svezia è quella che più mi stuzzica. La generazione dei Toivonen, Rasmus Elm, Wernbloom, che nel 2009 sfiorò il titolo Europeo Under-21, è nel pieno della maturazione, pronta a colmare quel vuoto generazionale che per diversi (troppi?) anni aveva fatto della Svezia una Nazionale di 10 giocatori medi (medio-bassi...) e un fuoriclasse. Zlatan Ibrahimovic in questo senso è all'ultima vera occasione per lasciare un segno vero con la maglia "Blagult". Non è necessario vincere l'Europeo: in fondo nel 1994 Stoichkov vinse il Pallone d'oro portando la Bulgaria al 4° posto mondiale. L'importante è dimostarre di essere totalizzante uomo-squadra anche in una Nazionale coi mezzi oggettivamente limitati.

Mezzi non eccelsi che accompagnano anche l'Ucraina, che nonostante il fattore campo non è stata certo trattata coi guanti al momento del sorteggio. La squadra è composta quasi esclusivamente da giocatori tesserati per squadre locali (tranne Tymoschuk e Voronin): potenza dei capitali di Dynamo Kiev, Shakhtar e compagnia, ma anche un limite non da poco in termini di esperienza internazionale. Le ultime due sconfitte contro Austria e Turchia non aumentano l'ottimismo di Oleg Blokhin, che deve fare i conti con l'età avanzata dei totem Tymoschuk e Shevchenko. Una singolare coincidenza dà però un'incredibile speranza ai padroni di casa. Nel 1992 la prima fase contava un girone con Francia, Inghilterra, Svezia e Danimarca: e sappiamo bene come andò a finire per la Nazionale danese, ripescata poche settimane prima al posto della Jugoslavia. Vent'anni dopo, l'Ucraina si ritrova le stesse rivali di quella Cenerentola danese che diventò regina. Basterà questo clamoroso ricorso storico a sollevare il morale a Kiev e dintorni?


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