RUSSIA, GIU' LA MASCHERA!

RUSSIA, GIU' LA MASCHERA!

Nato a Milano nel 1978, Federico Casotti è dal 2004 anchorman e telecronista di Sportitalia. Voce della Ligue 1 dal 2010, autore dell'e-book "Parigi non è stata fatta in un giorno", edito da Amazon. Twitter@federicocasotti
 di Federico Casotti articolo letto 4041 volte

Come volevasi dimostrare, la prima giornata dell'Europeo ha già offerto poche ma significative indicazioni. Polonia-Grecia è stata tutto sommato una partita gradevole, che ha però confermato come la mediocrità del girone rischi di "cannibalizzare" le candidate al secondo posto. I padroni di casa mi hanno fatto una buona impressione nel primo tempo, quando paradossalmente il rischio di "piantarsi" sul campo, causa emozione e stadio tutto dalla loro parte, era più alto. Per questo la Grecia mi ha sorpreso particolarmente, per la sua capacità di reagire a un destino che la dava per spacciata, riuscendo a pareggiare con una mossa azzeccata di Fernando Santos, e rischiando poi addirittura il colpaccio, con il rigore fallito da Karagounis. Se l'ex interista avesse segnato, la Grecia avrebbe potuto battere i padroni di casa nella gara inaugurale, proprio come otto anni fa. Per poco insomma non si è sfiorata una coincidenza storica coi fiocchi.

La Russia ha invece confermato un'impressione latente da un po' di tempo, rinforzata più che altro da sensazioni, ancora più che da effettivi riscontri sul campo. Questa squadra ha dalla sua parte il gioco, i talenti, la maturità e il momento geo-politico-calcistico: in parole povere, una Russia campione d'Europa il prossimo 1 luglio in quel di Kiev non mi stupirebbe affatto. La partita di ieri sera contro una Repubblica Ceca apparsa modesta nell'atteggiamento, ancor prima che negli uomini, ne è la riprova: gol di splendida fattura, una coralità di gioco che raramente una Nazionale è in grado di proporre, un giovane che è già più di una potenziale rivelazione del torneo (Dzagoev). Rispetto alla più qualificata concorrenza, Advocaat ha dalla sua un girone oggettivamente meno impegnativo, e quindi la possibilità di acquisire sicurezza e morale in vista dei quarti: sfide all'ultimo goal che potrebbero confermare quest'impressione, così come smentirla già il 20 giugno. L'unico limite della Russia in prospettiva sta secondo me nel fatto che, con i capitali ingenti di cui dispone la Premier-Liga, sempre meno giocatori troveranno conveniente emigrare a Occidente, dove la possibilità di migliorare tatticamente e nel temperamento è senz'altro superiore (e Arshavin è lì a dimostrarlo). Ma è un problema semmai per chi gestirà la squadra da qui al Mondiale di casa del 2018, non certo di Advocaat.

Detto che gli stadi polacchi mi sembrano davvero splendidi, attendo con interesse, per ovvi motivi, le partite del gruppo B. Non riuscirò a vedermi in diretta Germania-Portogallo, perchè in contemporanea avrò il piacere di commentare per Sportitalia la finale per lo Scudetto Primavera tra Inter e Lazio, ma ho già allertato il bar dello stadio "Barbetti" di Gubbio in modo da potermi gustare Olanda-Danimarca durante il mio pre-telecronaca. La curiosità di vedere all'opera gli Oranje è per me massima.