Scoop: la Grecia rimane nell'Euro! Russia, che delusione!

Scoop: la Grecia rimane nell'Euro! Russia, che delusione!

34 anni, milanese, Federico Casotti è dal 2004 anchorman e telecronista di Sportitalia. Già voce della Eredivisie, dal 2010 commenta la Ligue 1. Autore dell'e-book "Parigi non è stata fatta in un giorno", edito da Amazon. Twitter@federicocasotti
 di Federico Casotti articolo letto 2073 volte

Chissà se l’incredibile serata di Varsavia si rivelerà profetica per la Grecia, che data ormai da tutti per spacciata, è riuscita a restare nell’”Eurozona” del calcio buttando fuori la Nazionale che più aveva convinto finora, la Russia. Il girone A, quello con minore appeal, ha tenuto il pepe nella coda, promuovendo le due squadre uscite peggio dalla prima giornata, e dando un monito importante alle altre dieci Nazionali ancora in corsa: nulla è scontato fino al fischio finale, i pronostici sono fatti per essere sovvertiti.


Avendo pronosticato in tempi non sospetti la candidatura della Russia alla vittoria finale, mi trovo ora ad analizzare i perché di un flop che ha dell’incredibile. Credo che la squadra di Advocaat sia passata attraverso un percorso tutt’altro che lineare, ma sin troppo chiaro. Ha cominciato con un esordio abbagliante, contro la Repubblica Ceca, dove ha mostrato una fluidità di gioco e una qualità di gruppo stupefacenti per una Nazionale, conquistando consensi trasversali e paradossalmente iniziando proprio in quel momento a perdere l’Europeo. La successiva prestazione contro la Polonia è stata infatti la gara di una squadra arrogante, resa ancora più tronfia dalle reminiscenze storiche riaffiorate quella sera, troppo sicura di sé dopo il vantaggio e non a caso raggiunta dai motivati padroni di casa. L’idea di accontentarsi del pari, perché “tanto i tre punti sarebbero arrivati con la Grecia” ha posto le basi per una terza partita contratta nel primo tempo e disperata nella ripresa, quando era ormai troppo tardi anche per ingraziarsi la buona sorte.


Resto dell’idea che la Russia abbia perso a Euro 2012 un’occasione d’oro per affermare il suo ruolo di nuova frontiera del calcio continentale. I presupposti c’erano tutti, da una squadra completa e organizzata fino alla vicinanza territoriale (sebbene Ucraina e Polonia non siano proprio Nazioni amiche), ma rimane la sensazione di un gruppo di Narcisi, specchiatisi troppo presto nella loro stessa bellezza.


In questo senso hanno ben poco da specchiarsi i greci, che però confermano di essere una squadra dura a morire. In pochissimi avrebbero immaginato una vittoria di Karagounis e compagni contro la Russia, eppure l’undici di Fernando Santos, pur nella contraddizione di un 4-3-3 ingannevole, senza un attaccante di reale spessore europeo, ha giocato sfruttando al meglio le armi a sua disposizione: difesa a oltranza, priorità alla distruzione del gioco altrui, contropiede ficcante quanto basta. Dopo aver fatto saltare il banco nel gruppo A, sarebbe folle darla per spacciata a priori in un eventuale quanto suggestivo (per ovvie ragioni extrasportive) quarto contro la Germania.


Complimenti però anche alla Repubblica Ceca, che pur tra mille limiti ha reagito nel migliore dei modi al poker di schiaffoni subìto all’esordio con la Russia. Una sconfitta deprimente nell’atteggiamento della squadra di Bilek, che anziché squagliarsi ha deciso di prendere di petto la situazione e centrare un incredibile primo posto nel girone. Va a casa con merito – e senza fare molta strada – una Polonia veramente deludente. C’è modo e modo per uscire dall’Europeo di casa, e la squadra di Smuda ha scelto il peggiore, visto che praticamente non ci ha nemmeno provato. Sulla carta, l’organico non era certo così inferiore a Grecia e Repubblica Ceca, ma la differenza l’hanno fatta temperamento e motivazioni. Che questi due aspetti siano mancati nei padroni di casa è un fatto gravissimo, che giustifica in pieno le dimissioni pressochè immediate del Ct.


E intanto stasera si chiude il gruppo B. Ho seguito la conferenza stampa di Van Marwijk, che per farsi coraggio si è portato appresso il genero Mark Van Bommel, destinato – ma non è ancora certo – a una maglia da titolare nella formazione che dovrà battere il Portogallo con almeno due gol di scarto, sperando che Germania e Danimarca non optino nel frattempo per un bel pareggino. Olanda che probabilmente schiererà un 4-2-4 con Sneijder, Van Persie, Huntelaar e Robben tutti insieme in campo. A maggior ragione, resto dell’idea che la coppia di mediani De Jong-Van Bommel finisca con lo spaccare in due tronconi la squadra, ma è altrettanto vero che a questo punto in casa Oranje qualche rischio va pur preso. E visto come è finito il gruppo A, ho idea che le sorprese siano appena iniziate.