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Sabato 24 Agosto 2019                     
Storia degli Europei - Belgio-Olanda 2000

Storia degli Europei - Belgio-Olanda 2000

© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
 di Oreste Giannetta   Vedi letture

Anno 2000, anno iconico. Il cambio di millennio va festeggiato e la UEFA ne approfitta per varare il primo torneo mai organizzato da due Paesi contemporaneamente, anticipando per l’ennesima volta i mondiali, che due anni dopo saranno giocati a metà tra Giappone e Corea del Sud. Le padrone di casa, in questo caso, sono Belgio e Olanda, due nazioni diverse e con un’accesa rivalità, ma culturalmente molto affini.
Con un posto in meno a disposizione, le qualificazioni prevedono spareggi tra le seconde, a parte la migliore, promossa direttamente. Il privilegio spetta al Portogallo, beffato dalla Romania per la vittoria del girone, ma in ogni caso autore di un ottimo cammino. Difficile trovare sorprese clamorose, con tanti posti a disposizione. L’unica la regala l’Inghilterra, nettamente distanziata dalla Svezia e arrivata a pari punti con la bestia nera Polonia. Per gli inglesi sarà spareggio, mentre le altre favorite non sbagliano. Non sbaglia la Repubblica Ceca, vicecampione in carica, che chiude col percorso netto lasciando la Scozia ad anni luce di distanza. Non sbagliano i detentori della Germania, comunque insidiati dalla Turchia. Stesso discorso per la Francia, che deve lottare punto a punto con la sorprendente Ucraina, capace di rubare il secondo posto alla Russia. Per la Spagna, facilmente prima davanti a Israele, e per la debuttante Norvegia, che travolge ogni ostacolo lasciando le briciole alla Slovenia. Si rivede invece la Jugoslavia, ormai ridotta a Serbia e Montenegro, ma comunque capace di mettere in fila Irlanda e Croazia, terza nel mondiale di due anni prima.
Anche l’Italia fa suo il proprio girone, rallentando solo nel finale dopo un cammino abbastanza tranquillo. La squadra ha subito un profondo rinnovamento, con due cambi tecnici in pochi anni. A Sacchi, andatosene dopo l’inizio delle qualificazioni al mondiale del 1998, è succeduto Cesare Maldini, a furor di popolo dopo le vittorie in serie con la nazionale Under 21. Il mondiale francese non è finito benissimo, però, e al suo posto è stato chiamato Dino Zoff, autentico monumento nazionale. L’ottima partenza, con tre vittorie compresa quella fondamentale in Danimarca, ha contribuito a risollevare il morale della squadra, che punta soprattutto sulla vena realizzativa di Inzaghi e Vieri (costretto però a saltare la fase finale per infortunio), non potendo contare sul miglior Del Piero, dopo il grave infortunio del 1998 dal quale fatica a riprendersi. Il resto del cammino è meno brillante, ma l’unica sconfitta, in casa contro i danesi, arriva solo a qualificazione ottenuta e serve più che altro agli scandinavi per guadagnarsi gli spareggi davanti alla Svizzera.
Il sorteggio arride poi ai danesi, abbinati a Israele e facilmente promossi con otto gol a zero. È l’unica delle quattro sfide a non restare in bilico fino in fondo. L’Inghilterra batte due a zero a domicilio la Scozia, ma poi si fa sconfiggere a Wembley di misura riaprendo i giochi. Ucraina e Slovenia lottano per conquistare il loro primo grande torneo e alla fine hanno la meglio gli sloveni, grazie alla rete di Pavlin a dieci minuti dal termine. La Turchia, infine, prevale sull’Irlanda dopo due pareggi, soltanto grazie al gol segnato in trasferta.
Ad aprire il torneo è il Belgio, che batte la Svezia all’Heysel, dedicato al Re Baldovino in occasione delle migliorie apportate proprio per gli Europei. In questo girone è inserita anche l’Italia, che replica superando la Turchia grazie a un rigore piuttosto generoso, che Inzaghi si guadagna e trasforma. Al secondo turno sorge la stella di Totti, partito in secondo piano ma protagonista nel successo sui padroni di casa che vale la qualificazione matematica, visto il pareggio sull’altro campo. Si chiude battendo ed eliminando gli svedesi nonostante un ampio turnover, mentre a sorpresa la Turchia manda a casa il Belgio, con una doppietta di Hakan Șükür.
Chiudono a punteggio pieno come l’Italia anche Olanda e Portogallo. I primi, insieme alla Francia, rispediscono al mittente Repubblica Ceca e Danimarca già dopo due turni, per poi conquistare il primato del girone battendo i campioni del mondo in rimonta, grazie alla rete di Zenden. I portoghesi fanno loro il girone delle sorprese. Trascinati da Figo, battono Inghilterra e Romania, conquistando velocemente la qualificazione. All’ultimo turno, poi, Sergio Conceição travolge una deludente Germania, lasciandola all’ultimo posto. Nel frattempo, agli inglesi basterebbe un pareggio per ottenere il secondo posto, ma pur avendo chiuso in vantaggio il primo tempo, crollano nella ripresa regalando i quarti di finale alla Romania. La Spagna, infine, che parte male cedendo alla Norvegia, ma poi recupera superando la Slovenia e guadagnandosi il primo posto dopo una festa del gol contro la Jugoslavia, finita quattro a tre per le Furie Rosse. Agli slavi resta il secondo posto, perché per loro fortuna gli ex connazionali della Slovenia bloccano sul pareggio a reti bianche i norvegesi.
I quarti si aprono con le due partite sulla carta più scontate, che in effetti non regalano sorprese. Un primo tempo quasi perfetto permette all’Italia di chiudere la pratica Romania velocemente, grazie alle reti di Totti e Inzaghi. Nella ripresa Hagi sfoga la sua frustrazione mandando all’ospedale Conte, il cui torneo finisce qui, e beccandosi la seconda ammonizione per simulazione. La gara del pomeriggio aveva visto prevalere col medesimo punteggio il Portogallo sulla Turchia, freddata a cavallo dei due tempi dal giovane Nuno Gomes, una delle sorprese del torneo. Il giorno dopo l’Olanda spaventa l’Europa, e soprattutto l’Italia, sua prossima avversaria. Gli Orange, che da unici padroni di casa superstiti sono logicamente i favoriti, sommergono con un sei a uno più che eloquente la Jugoslavia, alla quale non resta che la soddisfazione della rete di Milošević, che chiuderà da capocannoniere insieme a Kluivert, autore di una tripletta. Resta la gara più equilibrata, quella tra Spagna e Francia. Le emozioni si concentrano tutte nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo. Zidane apre le danze con una splendida punizione, pareggiata da Mendieta su rigore. Subito prima dell’intervallo, però, Djorkaeff riporta avanti i suoi. Gli spagnoli avrebbero un’altra opportunità dal dischetto per rimettere le cose a posto, ma Raúl manda alle stelle spegnendo le residue speranze delle Furie Rosse.
Proprio i francesi aprono le semifinali, impegnati contro il Portogallo. Ancora Nuno Gomes illude i portoghesi dopo venti minuti, ma i Bleus sono duri a morire, come già dimostrato in passato. Henry pareggia a inizio ripresa e a tre minuti dal termine dei supplementari Zidane trasforma un calcio di rigore per fallo di mano di Fernando Couto, tra le proteste degli avversari che vedono sfumare sul più bello la prima finale della loro storia. Il giorno dopo va in scena Olanda-Italia, una gara destinata a diventare epica.
La modernissima Amsterdam ArenA è tutta o quasi arancione. L’Olanda fin qui ha entusiasmato il proprio pubblico, ma l’Italia non è stata da meno, visto che entrambe hanno vinto le quattro gare disputate. Zoff lascia Totti in panchina, affidandosi alla maggiore esperienza di Del Piero, ma è la difesa azzurra il reparto più sotto pressione. Dopo un palo di Bergkamp, Zambrotta si fa espellere per doppia ammonizione, incapace di contenere Zenden. Tempo quattro minuti e Nesta commette fallo da rigore, ma a questo punto entra in scena Toldo, che riesce a respingere la conclusione di De Boer. Nella ripresa l’Olanda paradossalmente rallenta il ritmo, forse convinta di poter disporre agevolmente di un avversario in inferiorità numerica. Alla mezzora, infatti, Davids si procura un altro calcio di rigore. Sul dischetto va Kluivert, fin lì abulico, che spiazza Toldo ma colpisce clamorosamente il palo. Zoff si mostra coraggioso, mandando in campo Totti al posto di Fiore, e in effetti l’occasione più ghiotta nei supplementari capita a Delvecchio, entrato per Inzaghi. Si va ai rigori e dopo averne sbagliati due in partita la pressione non può che andare sulle spalle olandesi. L’Italia è però abbonata alle delusioni dagli undici metri, con tre mondiali di fila sfumati in quel modo.
Di Biagio cancella l’errore fatale di due anni prima, mentre Frank De Boer, che già aveva sbagliato in partita, va sul dischetto con una faccia da patibolo e si vede respingere nuovamente il tiro da Toldo. Pessotto si dimostra freddissimo, molto meno Stam, che spara alle stelle. Con la vittoria in pugno, Totti si avvia sul dischetto con serenità, non prima di aver spaventato i compagni dichiarando: “Mo je faccio er cucchiaio”. Detto fatto, Van der Sar si tuffa e la palla finisce in porta con una traiettoria beffarda. Kluivert spezza finalmente l’incantesimo e, dopo quattro errori, gli olandesi riescono a vedere un pallone in rete. Sbaglia anche Maldini, ma Toldo ha deciso che il suo ruolo di eroe del giorno non è terminato e stoppa anche la conclusione di Zenden portando di peso l’Italia a Rotterdam, per la seconda finale europea della sua storia.
La Francia, dunque, come due anni prima nel quarto di finale mondiale. Stavolta il campo è neutro, però, e gli azzurri hanno dimostrato nel corso del torneo di non essere inferiori ai campioni del mondo. Zoff rivoluziona l’attacco, iniziando come ha chiuso la semifinale, con Delvecchio e Totti preferiti a Inzaghi e Del Piero, apparsi stanchi. Dopo un primo tempo equilibrato, l’Italia parte forte nella ripresa passando in vantaggio proprio con Delvecchio, servito a centro area da Pessotto, che era stato smarcato sulla destra da un colpo di tacco di Totti. Era appena entrato Del Piero, che nei minuti successivi avrà due ottime opportunità in contropiede, facendosi ipnotizzare da Barthez in entrambe le situazioni. I galletti le provano tutte, inserendo prima Wiltord e poi Trezeguet, chiudendo con Pirès al posto di Lizarazu. Scontato l’assedio finale, ma la beffa arriva incredibilmente in contropiede, al quarto e ultimo minuto di recupero. Montella, sostituto di Delvecchio, perde palla e fa ripartire l’ultima azione del match. Il pallone, buttato in mezzo, viene malamente rinviato e finisce sui piedi di Wiltord, decentrato a sinistra. Il diagonale beffardo dell’attaccante del Bordeaux batte Toldo, non impeccabile nella situazione. Supplementari agguantati in extremis dalla Francia, che sembra averne di più, grazie soprattutto ai cambi effettuati dal tecnico Lemerre, vincitore del confronto con Zoff, in tal senso. A due minuti dal mini intervallo, infatti, Pirès scende sulla sinistra senza opposizione e crossa basso al centro dove Trezeguet, con una girata spettacolare di sinistro, regala alla Francia un’insperata doppietta e all’Italia intera una notte di lacrime.


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