Francia, Deschamps:

Francia, Deschamps: "Griezmann, Koscienlny, Umtiti, la pressione della finale, la generazione: vi dico tutto"

© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Così in conferenza stampa
 di Pierpaolo Matrone Twitter:  articolo letto 343 volte

Didier Deschamps è carico, concentrato. E come potrebbe essere altrimenti, alla vigilia della finale contro la Germania. E in conferenza stampa ha parlato, prima con una battuta sull'essere architetto della squadra: "Abbiamo lavorato per questo compito negli ultimi due anni, sull'abilità e sulla concentrazione. Non puoi vincere sempre nelle amichevoli, ma non hanno mai smesso di crederci. Finché giochi a calcio per divertimento è ok, ma ad alti livelli devi vincere, ma quando hai dato tutto le persone non hanno rimpianti".

Deschamps su Griezmann. "Ho cambiato formazioni in altre gare, ora sta giocando in una posizione che gli è molto familiare. Può giocare anche sulle fasce, ma ora tramite le sue performance è cruciale per noi. Devi fare cose per equilibrare le squadre, ma è capace di giocare anche in altri ruoli ed è una cosa buona per la squadra".

Deschamps su Koscielny. "Lui è sempre stato qui, non ho realmente voglia di parlare dei problemi di difesa prima della competizione, ma ha giocato sempre. E' uno dei più esperti, ha fatto una grande stagione con l'Arsenal e sta continuando su altissimi livelli".

Sulla finale. "Certo, è un'esperienza unica, ma devi riuscire a fare le cose che solitamente puoi fare, rilassarti anche. Certo, è molto differente essere qui come allenatore o come calciatore. Ora sono un pochino frustrato perché non posso giocare, ma la mia esperienza è positiva, non c'è molta tensione, non c'è pressione né stress, se non quello positivo. Niente di negativo".

Sulla generazione. "E' chiaramente un momento importante per la mia carriera, come allenatore, non è solo prendere parte a una grande competizione. Non sto pensando a qual è stato il miglior match, il resto fa parte del passato. Sicuramente ci saranno conseguenze sui giovani, e su di me, è sempre difficile vincere trofei perché competi con i migliori del mondo. Non sai mai cosa succederà dopo, ma i giocatori sanno di essere dei privilegiati nel giocare una finale di europeo, in casa, a Parigi".

Su Umtiti. "Sapevano che una volta o l'altra, i miei ventitré, avrebbero potuto giocare. Non sono sorpreso da Samuel, considerato quello che avevo visto da quando era con noi. Sa che ho fiducia in lui, ma non è solo questione su di lui. Alcuni giocatori hanno 40 anni e non sono maturi, altri a 20 sì, ed è il suo caso. Ha forza mentale, altrimenti non avrebbe giocato quarti e semifinali.

Sulla pressione. "C'erano molte aspettative nelle ultime due partite. La gara inaugurale sembrava la finale, alle volte hai bisogno del contesto e con il mio staff ne abbiamo parlato. I giocatori sono preparati per giocare al 100%, il Portogallo ha abilità e non è qui per caso".