Nel Gruppo A tutti padroni del loro destino. Hai detto niente...

Nel Gruppo A tutti padroni del loro destino. Hai detto niente...

34 anni, milanese, Federico Casotti è dal 2004 anchorman e telecronista di Sportitalia. Già voce della Eredivisie, dal 2010 commenta la Ligue 1. Autore dell'e-book "Parigi non è stata fatta in un giorno", edito da Amazon. Twitter@federicocasotti
 di Federico Casotti articolo letto 1620 volte

Sarà probabilmente quello con meno appeal dei quattro di Euro 2012, ma il girone A si presenta ai 90’ conclusivi con una caratteristica non da poco: seppur con diverse gradazioni, tutte e quattro le Nazionali hanno ancora la possibilità di approdare ai quarti, e dunque sono ancora pienamente padrone del proprio destino. Come vedremo nei prossimi giorni, altri gironi rischiano di non presentare questa situazione in vista dell’ultima giornata.


La Russia vista contro la Polonia, al di là del pareggio finale, ha confermato le impressioni positive del debutto. In un contesto reso incandescente dalle cicatrici della storia, non ancora rimarginate, la squadra di Advocaat non ha mai perso la testa, passando in vantaggio con uno Dzagoev ormai volto-copertina dell’Europeo, e tenendo botta nel secondo tempo. Sugli scudi il portiere Malafeev, mentre il centrocampo ha offerto qualche sbavatura di troppo, regalando alla Polonia ripartenze potenzialmente letali. Russia che contro la Grecia potrebbe abbandonarsi all’esercizio pericoloso dei calcoli: per i quarti basta un punto, ma per evitare la Germania è necessario battere la Grecia. Non serve un’impresa, ma la massima concentrazione, quella sì.


Sospinta dal calore del pubblico di casa, la Polonia ha offerto una prestazione sicuramente più sciolta, rispetto all’esordio carico di emozione contro la Grecia. Nonostante una prova appena sufficiente dei suoi uomini più propositivi, da Blaszczykowski, nonostante il gol, a Obraniak (la cui sostituzione a 30” non è stata una mossa da fine psicologo da parte di Smuda), la squadra ha tenuto bene sul piano fisico, mostrando a centrocampo quella giusta aggressività sfociata in frequenti e pericolose ripartenze. Dando per probabile il primo posto della Russia, la sfida di Breslavia contro la Repubblica Ceca si presenta come un vero e proprio spareggio per la seconda piazza. Difficile azzardare un pronostico: la Polonia deve vincere ma ha dalla sua il fattore campo, i cechi giocheranno in un ambiente ostile ma per due risultati. Sarà interessante capire quale Repubblica Ceca vedremo sabato prossimo: se quella remissiva e imbambolata visto contro i russi, o quella cinica, in grado di chiudere la gara con la Grecia in soli 6’.


Di sicuro aspetterei a dare per morta la Grecia, che ha una minima ma chiara speranza di qualificazione battendo la Russia (hai detto niente…). Per quanto si è visto nelle prime due partite, sembra essere poco più di un semplice esercizio matematico, ma già in passato Karagounis e compagni hanno giocato con piacere il ruolo di guastafeste, quindi attenzione.


E intanto, stasera scende in campo l’Olanda, contro la Germania. Auspico qualche modifica nella formazione titolare di Van Marwijk: non tanto uno stravolgimento, quanto semmai un paio di mosse sensate, come ad esempio la rinuncia a uno tra Van Bommel e Nigel De Jong e l’inserimento di uno tra Schaars o Strootman, mediani in grado non solo di distruggere, ma soprattutto di fare da prezioso raccordo tra le fasi difensiva e offensiva. Una cosa è certa: per l’Olanda le partite contro la Germania non sono mai partite qualunque, per motivi molto simili a quelli che ieri sera hanno surriscaldato la vigilia di Polonia-Russia. Se gli Oranje si dovessero confermare la squadra sbiadita vista contro la Danimarca, dovremmo purtroppo prendere atto che il gruppo, così com’è, non ne ha più. Ma sarò ben lieto di essere smentito.