Italia, perché Fagioli è nel gruppo. Dopo l'Europeo può diventare l'erede di Jorginho

Italia, perché Fagioli è nel gruppo. Dopo l'Europeo può diventare l'erede di JorginhoTUTTOmercatoWEB.com
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venerdì 24 maggio 2024, 09:48Editoriale
di TuttoEuropei Redazione
fonte De Magistris per TuttoMercatoWeb

Poco più di venti minuti giocati in questo 2024, Nicolò Fagioli è la grande sorpresa nelle convocazioni di Luciano Spalletti per la prima parte del ritiro a Coverciano che inizierà venerdì 31 maggio a Coverciano. Il regista della Juventus ha finito di scontare la squalifica di sette mesi da pochi giorni e solo contro il Bologna, penultima di campionato, è tornato in campo per i minuti finali del match.

Problema regista
Per Luciano Spalletti le due criticità di questa Nazionale, i ruoli in cui ha fin qui avuto un ridotto ventaglio di scelta, sono quelli del centravanti e del regista. E non a caso appena Jorginho è tornato a giocare con continuità nell'Arsenal, il commissario tecnico dell'Italia non ci ha pensato due volte a richiamarlo nel gruppo azzurro.
In Germania ci sarà Bryan Cristante che è più un mediano, interpreta quel ruolo con caratteristiche diverse, mentre Manuel Locatelli non ha convinto fino in fondo. Così il ct, a quel punto, ha deciso di proiettare lo sguardo al futuro consapevole che per la Germania ci sono già due interpreti del ruolo, all'occorrenza anche Cambiaso. Di conseguenza, spazio a Nicolò Fagioli e Samuele Ricci.

Uno sguardo al futuro
Per entrambi, soprattutto per il centrocampista della Juventus, essere nel gruppo dei 30 è giù un premio. Difficilmente Fagioli andrà oltre l'amichevole di Bologna contro la Turchia: però convocare Fagioli vuol dire anche proiettare uno sguardo al futuro, fargli capire che - se il percorso sarà quello giusto - potrà essere lui a raccogliere il testimone di Jorginho dopo l'avventura in Germania.

E la squalifica alle spalle
C'è poi una motivazione anche simbolica dietro la convocazione di Fagioli. C'è il perdono dopo l'errore, la definitiva riabilitazione dopo la fine di una lunga squalifica che è servita per comprendere e ammettere gli errori. E' una motivazione più sfumata, un dettaglio simbolico. Ma anche i dettagli servono a Spalletti per far capire la sua idea di Nazionale.