Polonia, inagibile il National Stadium di Varsavia
A soli quattro mesi dall'inizio degli Europei di calcio in Polonia e Ucraina continuano a susseguirsi polemiche in merito alla sicurezza degli impianti che ospiteranno l'evento. Il presidente del National Sport Centre polacco Kapler è stato invitato alle dimissioni dal Ministro dello Sport Joanna Mucha a seguito della cancellazione forzata della gara di Supercoppa tra Legia Varsavia e Wisla Cracovia, in programma nel weekend, per la mancanza delle condizioni minime di sicurezza del National Stadium di Varsavia.
L'ente preposto ha dunque negato la necessaria certificazione a riguardo dei sistemi d'emergenza dell'impianto, causando la protesta di 500 tifosi del Legia Varsavia e riaccendendo le discussioni in merito all'assegnazione della 14a edizione degli Europei all'organizzazione di Polonia e Ucraina.
"Sebbene la mia collaborazione in qualità di direttore a questo progetto sia finita, sono convinto che realtà l'edificio abbia le potenzialità per diventare, in futuro, non solo un centro di cultura ed intrattenimento, ma anche un'attività indipendente dal punto di vista economico". Queste le parole di commento allegate da Kapler alle sue dimissioni. L'ex direttore ha cercato di difendere il suo operato degli ultimi tre anni prima di far spazio al successore (ex vice) Robert Wojtas. "Il National Stadium di Varsavia è stato costruito in tempo record: soli 32 mesi di lavori costati circa 70 milioni di euro, quindi meno di quanto stimato nel 2009, e ha coinvolto mille aziende e dodici mila lavoratori".
Curioso pensare che il National Stadium era, ed è ancora, lo stadio costruito per ospitare la gara inaugurale dell'evento tra Polonia e Grecia del prossimo 8 giugno e ai problemi degli impianti si stiano aggiungendo anche ritardi critici nell'ultimazione di alcune fondamentali arterie autostradali del paese.
